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La Micropropagazione o coltura “in vitro” di tessuti vegetali è un modo diverso, innovativo e sicuro di produrre piante.

Questa tecnologia si effettua in laboratorio, un ambiente sterile privo di contaminazioni esterne.

Le fasi principale del processo sono: espianto iniziale, moltiplicazione, allungamento e radicazione.

Base della micropropagazione è la clonazione e la crescita in sterilità di materiale vegetale. Trattandosi di una clonazione,  le piante ottenute con questa tecnica sono  omogenee, uniformi, sane e geneticamente identiche al materiale di partenza.

Per iniziare il processo, si deve individuare una pianta capostipite, denominata pianta madre. Su di questa pianta, personale specializzato preleva apici di germogli, meristemi, nodi, gemme, callo di crescita o una parte di tessuto vegetativo idoneo alla crescita in vitro.
Il materiale  vegetale iniziale (espianto), viene allevato in vasi trasparenti di plastica, riempiti con substrato agarizzato precedentemente sterilizzato in autoclave. Da questo momento in poi, le nuove piante vengono coltivate in condizione  di luminosità artificiale, mediante l’impiego di lampade al neon e di temperatura controllata a 22°/25°.

Questa prima fase  termina con la radicazione delle piante e con l’uscita del materiale radicato dal laboratorio per la fase di ambientamento in serra, molto delicata e soggetta all’andamento stagionale, che porta alla completa autonomia della pianta.

Le piante, una volte pronte per essere consegnate, vengono selezionate per raggiungere lo standard qualitativo idoneo.